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PRESENTAZIONE

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L’inautenticità lasciata allo specchio
Da sempre l’umano è dimentico di sé. E’ un costante esercizio di messa a fuoco a dispiegarlo intellettualmente nello spazio-tempo, dov’egli poi si risolve nell’assiomatica progettualità dei suoi negotii.
Eppure, qualcosa sfugge: un difetto di percezione spinge i significanti all’esterno senza trasferire – non senza una perdita di consapevolezza – il contenuto. Complice forse l’anatomia di questa nostra forma, il corpo, il cui verso protende al di fuori senza mostrare il dentro, si ha quasi pudore a soffermarsi in quei fermenti che ribollono sotto pelle. Le sensazioni, allo stesso modo, sono restituite all’oggetto già mediate, mentre la coscienza si affida ad un’immagine, anche questa mediata, scavalcando la voce del corpo.
Il riconoscimento, dunque, è il leitmotiv dell’artista, che incuriosito dal rovesciamento della materia nelle impronte in negativo dei suoi calchi, indaga i rapporti tra ciò che è mostrato e la sua essenza, il contenitore e ciò che è contenuto.
“Iste ego sum” è l’eterna dicotomia dell’uomo che prende coscienza di sé attraverso la relazione con l’esterno, l’osservazione dei suoi simili o della propria immagine riflessa. E così che, specchiandosi, si riconosce (o disconosce) nei valori di riferimento. Ma soprattutto nel proprio esistere, definendosi come identità.
Tuttavia, l’artista denuncia come in questo processo una certa parte dell’esserci, l’umore, è tragicamente trascurata e banalmente celata dietro l’involucro del corpo, senza il quale non può trovare espressione. L’individuo, infatti, ospita in sé una distanza incommensurabile fra l’emozione e la sua traduzione in pensiero, finendo così per sacrificare le capacità di percepire e d’empatia in cambio di una più formale sovrastruttura di comportamenti e reazioni socialmente collaudati.
Avviene così che Marco Chiurato, artista italiano noto per la sua straordinaria padronanza nello scolpire lo zucchero, s’avvale della materia – ma ancor più dell’efficacia propria dell’azione artistica – per rivoltare dalla parte opposta al dritto lo schema emozione – reazione, controllato dal sistema associativo dell’intelletto. Cosicché, ciò che appare provocazione, è piuttosto un’esegesi della realtà in chiave umoristica, con il preciso scopo di riportare l’individuo sulle tracce del suo sentire profondo, delle sue emozioni recondite, citando il contesto solo come espediente, come una valvola per la fuoriuscita del movimento psichico.
Nella sua produzione artistica, pur mossasi per voli pindarici, persiste il tratto unificante di presentare il banale – inteso come il conosciuto, ciò che è sempre sotto i nostri occhi – per ingannare l’intelletto e quindi schivarne lo sforzo di elucubrazione, costringendo all’avamposto la genuinità del sentimento, anche quando naïf . La conformità viene allora superata dalla monelleria del fanciullino, il quale sospende il giudizio e partecipa emotivamente a ciò che vede, senza distinguere con nettezza la realtà dal suo mondo interiore.
A Marco Chiurato, classe ’73, fu imposto il mestiere di maître pâtissier per tradizione di famiglia. E tuttavia, accompagnandosi con studi artistici e attraverso la manipolazione di materiale dolciario, approda alla sugar art, padroneggiandola al punto tale da riprodurre fedelmente oggetti reali. E’ da qui che origina la sua produzione d’arte performativa: avvalendosi proprio dello zucchero, confonde il reale con la mimesi e nel contempo esplora gli impulsi della psiche, la quale interagisce con l’opera superando quel sistema di valori che attribuisce senso di approvazione/disapprovazione agli oggetti della realtà fenomenica.
Il risultato è la distruzione sconsiderata e istintiva della copia in zucchero, nell’illogico proposito di sgretolare sia la relazione di partecipazione che la cosa ha con l’idea, sia il procedimento intellettivo che le rapporta fra loro. Lo zucchero, infatti, a simbolo della vita inautentica, non cosciente, passa del tutto inosservato nella sua apparente innocenza.
L’effetto della sua devastazione, a sonori colpi di martello, è perciò di stupefacente impatto: reboante monito e risveglio, per non identificarsi con le cose del quotidiano e col sonno vigile che coglie nella cura di queste.
L’artista si avvale anche di altri materiali, sempre ad uso comune, dalla ceramica al pan di Spagna, per installazioni che da un punto di vista figurativo rappresentano concetti abitualmente integrati nell’ethos collettivo. Volutamente, perciò, egli espone il già visto, ciò che è dato per scontato e perciò privo di carica emotiva (o peggio, ciò che è tenuto nascosto), con il preciso intento artistico di scardinare la ragione che giustifica e provocare una reazione: non una qualsiasi, ma quella capace di condurre in moto diretto all’emozione imbrigliata.
L’insinuarsi in spazi proibiti e argomenti velati da un pudico silenzio sociale (come la sessualità, la violenza sulle donne, il suicidio o i deliri devianti la Fede) è il mezzo che giustifica il fine dell’artista: offrire il suo cuore aperto, invitando il pubblico a trasalire, con lui o contro di lui. “Iste ego sum: sensi, nec me mea fallit imago”: l’agnizione è dunque il vero proposito dell’artista, cioè il riconoscere quel sentimento vivissimo che abita l’uomo e che si specchia meglio nell’arte.
Per giunta, un altro strumento nelle mani di Marco Chiurato – come lo sarebbe il pennello impugnato dal pittore – è la performance o per meglio dire l’azione perturbante: egli, di fatto, provoca l’agitazione tramite gesta, atti, iniziative potenzialmente verosimili ma dal contenuto del tutto assurdo. Il pubblico crede sia vero, abboccando anche al riverbero mediatico, per poi rimanere sgomento e stizzito allo svelarsi della semplicità del raggiro, del sottile confino tra il serio e il ridicolo, dell’inettitudine di fronte al capovolgimento dell’aspettativa.
Per concludere, la chiave di lettura di Marco Chiurato è decisamente l’umorismo, nel senso etimologico del termine: il cogliere, il far riaffiorare l’umore, i liquidi che ci mareggiano dentro e sbattono e ribattono contro le pareti del corpo organizzato dalla mente. L’avvertenza di quello che scorre sotto la superficie delle cose o dell’ego – e che l’arte riesce a raccogliere come un fontanile! – è il risultato della provocazione umoristica, del riso amaro che suscita, della verità raccontata nell’assurdo.
Così Marco Chiurato è consapevolmente un anti-eroe. E’ un Giasone la cui ricerca del Vello d’Oro è solo l’aspetto superficiale, mentre il senso profondo dell’impresa è trovare il sentimento dell’esser-ci, la consapevolezza dell’anima che partecipa costantemente alle cose del mondo senza che sia vista o ascoltata.
L’uomo si guarda allo specchio (o più attualmente si fa un selfie): la sua immagine esiste come ex-sistentia, esternamente a sé, e resta lì, intrappolata come la consapevolezza nella consuetudine di ogni giorno. La performing art di Marco Chiurato scuote la sagoma imbambolata e la rigira come fosse una fodera, imponendole uno sguardo faceto ed emozionale sul più vasto mondo interiore.
di Sofia Cavalli

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MAMMA copia NATURA NATURAE copia NEMO LADRO IN PATRIA copia NUCLEO-PLANETARIO-copia OGGETTI AUTISTICI copia OLD YORK copia PERFIDIA copia PERSONE GIUNTE copia PLASTIC SNAKE’ S SNACK copia POmPE-DI-MEDJUGORJE-copia PURGATORIO copia SALVANIENTE SCAFISTI ft ONG copia SCARTO D’ ARTISTA copia SOTTO SPIRITO SEMINALE copia SUPERFICIALE copia TAGLIA copia TELECOGLIONE copia TI HO SEPPELLITO UOMINI-ATMOSFERICI-copia VISCIDI ERMAFRODITI copia VOMITARE SENTIMENTI copiaACCATTONAGGIO DI MINORE copia20 copia 112 copia ABUS copia AMORE SIAMESE copia ATTRAVESO I TUOI OCCHI copia autointercettazione-copia BAMBINI MERINGA copia BOMBE A MEZZ’ ASTA copia CHIOD-copia CHIURATO-INVIDIA-BASTIANICH-copia DI-TE-NON-RIMARRA’-NULLA-copia EDONISTA DELL’ ARTE copia ellePHANTil copia ESONDAZIONE copia FAREMO I CONTI NELLALDILA’ copia FERITE-NASCOSTE FINCHE’ VITA NON CI SEPARI copia GIOCONDA copia GRANDMA’S BANK copia I-DON’-T-copia IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI copia INCEPPO DI FAMIGLIA copia INDOSSARE VAGINAE copia INSTALLAZIONE CONFIDENZIALE copia IO-TI-AMO-IO-TI-ODIO-copia L’ ECOcidio copia L’ ULTIMA SPIAGGIA copia LETAMAIO CONTEMPORANEO copia LUPA-copia MORIRE PER SOFFOCAZIONE copia NATALE IN SIRIA chiesa copia NATALE IN SIRIA copia NEVE copia NON HA SUONATO copia ORO NERO copia PABLO copia PABLO VINTAGE F copia PROIEZIONI-copia SCAGLIARE AMORE CON ENERGIA copia SISTEMA ORTOSIMPATICO copia TRUMP - BASILICA copia TUTTO IN UNA NOTTE copia UN FIUME DI PAROLE copia VENDETTA ARDENTE copia VITE copia IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI copiaARRAMPICATRICE-SOCIALEDISTRUGGI D. I.asdreABUSAU! copia DIPARTIMENTO DI STORIA copia IO SO IO copia L’ EDUCAZIONE HA UN LIMITE copia INSPIRO IL TUO ESPIRO copia SMART HEART copia SINDONE DI PACE copia I breathe love and death copia NON FALCIATE LE GAMBE ALLE MARGHERITE copia IN MANO I TUOI OCCHI copia L’-ARTE-DI-SPRECARE-copia AUTOBULLISMO copia C’E’-LA-NEVE-NEI-MIEI-RICORDI-copia LEZIONE-PER-LA-VITA-copia CHI NON AMA L’ ARTE NON E’ MAI NATO, CHI LA CREA E GIA’ MORTO copia TORTAMENTO copiaMANICOMIO-copia AMOREDOLORE copia LEGA ME copia NON ANTICIPARE IL DESTINO DI UNA CANDELA copia E’-FINITA-LA-FESTA-copia ANCORA DI MORTE copia LIBERAMI DAL MALE copia NATURALE MATERIALE copia TEMPUS FUGIT copia HEIL VATER! copia PALMYRA copia VEDO ATTRAVERSO GLI OCCHI DI MIA MADRE copia LACRIME DI GIOIA FT LACRIME DI DOLORE copia PIN-occhio copia APPROPIARSI copia GET-OVER-YOURSELF-copiaUN MINUTO DI SILENZIO copiaPOCHI METRI DI CORDA copiaANCHE SE NON LO MERITO copiaSTRIP TEASE copia SANREMO BADGE copia CORNUCOPIA copia BO’ PADOVA copia L’ ESEMPIO DEI GIUSTI copia BAMBINI CRUDI copia PRYDE copia CENERE copia AVIDITY copia AUNG SAN SUU KYI copia MIRROR MIRROR copia EXPO copia LACRIMA NELLA ROCCIA copia CUCIRE VAGINAE copia LOST FAMILY copia STUDIARE FA SCHIFO copia TIME TO TIME - FAAC copia ZIA copia RASSEGNAZIONE-copia LA MADRE DI BONALDI copia CURATORE-ARTISTA copia NIGHTMARE copia I COLORI DELL’ AFRICA copia AH! copia VOLKSWAGEN MACHT FREI #ditomedio copia TELELECCO copia FOOD FESTIVAL copia HABANOS copia GAVIN WATZON copia BIENNALE SUGARART copia INFANZIA IMMONDA copia TIME TO TIME copia LAUTO SCONTRO copia THIS IS LIFE copia TV 84 copia NON TI SCORDAR DI ME copia USA LIBRE copia SUDAN-copia TOTAL GREESIS copia ITALIA SQUISITA copia TU copia CIBIC CHIURATO copia ZAMPERLA copia ROMPI IL SILENZIO copia GDV copia E DOP? copia ZOLLA RIBELLE copia performance PALAZZO MORA – BIENNALE VENEZIA copia IMPRONTE ULTRA VIOLENTE copia SALONE-MILANO-2015-copia TESI copia BONOTTO CHIURATO copia XIX Congresso Nazionale UBI 2015 copia Flower sugART Power copia FERRARELLE copia 40 PORTATI BENE copia FIGLI DI HOOLIGANS copia OLIVETTI performance copia MINIsugar-copia INFUSION copia 55DSL copia FECERO UN DESERTO copia L’ ITALIA S’E’ DESFA copia MAGGIOREDESIGN ILLUSIONI ELQCCHIURATO S.P.Aa. ROTAIA 1-6.000.000a M.C.C.Wa.F.L.U.X.U.Sa.PASTA MADRE copia MADRETERRA copia BARARE copia“FROCI” copia 1 copia  wwwwww rr qqqq ABITO copia ACQUASANTIERA copia AF HONG KONG copia AMORE CHE NON SI SPEGNE copia AMORE E PSCICHE copia APNEA copia ASSOLO DI ZUCCHERO copia B copia BOMBADAY D-DAY H-30 copia BOSTON copia CASTINGTETTE copia CATEGORIE copia DUELLO CON RESA copia cena di gala POLIZIA DI STATO copia CLAN SANTAPAOLA copia wwww COLUMBIA copia COME GLI EBREI SOTTO HITLER copia COMPLESSO copia DANNATA SEDE – TIME TO TIME copia DIMINUTA-backstage film Reynaldo Gianecchini-Clarice Alves copia DONNA GIRAFFA copia DOWNWIND DUELLO CON RESA copia FACING TIME copia FEDE CHE NN AFFONDA copia FEDERICO II ED I SUOI COMMENSALI copia FERRARELLE copia FONDAZIONE BONOTTO copia FOTO RICORDO copia FREE NOT TO SEE copia HEIL! copia IL DOLCE ABBRACCIO DEL PERDONO copia INVIDIA CRONICA copia LA FENICE copia LA GRANDE BELLEZZA copia Lc 7, 36-50 copia LE COIFFEUR DES COULATELLE copia LEONILDE, WEIGHT OF MORE LIVES copia LEZIONE DI FINE ANNO copia LIBERA DI LEGGERE copia LOBBY BALLOONS copia MADRE copia MANIPOLATORE copia Marco Chiurato envies Michael Franti copia MAXIM 2014 copia MAXIM copia Merry Christmas 2013 copia NEGRO copia NEIGHBORS copia NEL MONDO DI ALICE copia NON LO AVREI MAI DETTO copia ONLY GOD KNOWS OUR SECRETS copia OPERAESTATE copia OPERAZIONE ARTI copia ORDO CARCERIS copia PAPAšnikov copia PATRIOTISM copia PENETRAZIONE copia ponteVIVO copia PROCESSO BIOLOGICO copia respiriAMO copia RESTRIZIONE VOLONTARIA copia SCQUOLA copia SOS SCQUOLA copia STALLO copia STATO ALLA FORCA copia SUGAR POP copia sugarPOP”mental hospital” copia SUPERNORDEST copia TAPIRO copia TEPPISTI MENDINI+CHIURATO copia TESTIMONIAL ILLY copia THANKS RAPITS copia THE OSTRICHES HUNT copia TRE copia VENA copia VERIFICA ABUSIVA copia VIENI! copia VOYEUR spio sesso per ottenere gratificazione copiaPATPONG a margie… PONTE CHE INVECCHIA1asdeee ssss aaaaaqqqqPONTEVIVO SALVIAMO IL PONTEGIOCO D’ AZZARDOBLUCOBALTOZUCCHEROAVELOARTIGIANO ARTISTAFRATELLI MUSSULMANISELF SERVICEBREVE SOSTA DELLA TERRA SULLA TERRAPATPONG applicAZIONE copia MY GRANDMOTHER DIED copia ITA copia s-OGGETTO copia ELENA GRIMALDI copia PIMP MY CAR copia NATO UN PAPA copia أسطول copia STRONG POWER copia SEGNI INDELEBILI copia ERNESTTICO copia LORENZO COGO copia NAKED ART copia ANTONIO RIELLO copia UN SEGNO DI PACE copia ARTE ACCESSIBILE copia MANGIADISCHI copia

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RALLY DEL CANOVA

RALLY DEL CANOVA
Performance a rotazione x riprodurre attraverso vari disegni circolari il Tempio Canoviano.

Prima della partenza tutti gli Artisti e tutte le vetture iscritte al rally devono per prima cosa effettuare alcune delle Verifiche Artistiche e Tecniche. In alcuni giorni ben stabiliti precedenti la gara vengono effettuate le ricognizioni autorizzate che consistono nel transitare in Museo.
Il numero di passaggi su di ogni opera speciale è limitato per ogni equipaggio: da un minimo di 2 ad un massimo di 4.
I Curatori di percorso sono tenuti a controllare gli equipaggi che effettuano le ricognizioni non autorizzate (cioè ricognizioni nei giorni non stabiliti) e a squalificarli dalla performance stessa. Le forze dell’ordine sono tenute a sanzionare qualsiasi equipaggio che non rispetti le norme del Codice dell’ arte durante le ricognizioni.
I concorrenti devono presentarsi al “controllo orario” (C.O.) nell’esatto minuto riportato nella tabella di marcia prima di affrontare ogni giro su se stesso (prova speciale); eventuali bozze fuori misura sono sanzionate con penalità di tempo, che verranno aggiunte alla somma totale dei giri della prova speciale.
Durante la prova speciale il curatore legge le “note” dell’ organo a canne posto dietro la Pala dell’ altare maggiore che descrivono all’ artista quale tipo di curva deve realizzare.
Le note descrivono principalmente l’angolazione o il raggio di ogni curva dando così la possibilità al pilota di scegliere una velocità adeguata con cui realizzare il disegno della cupola. Le note vengono trascritte durante le ricognizioni al Tempio Canoviano

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Ci sono molti posti dove poter scorrazzare con auto da rally, ma, dico io, proprio davanti alla Chiesa della Santissima Trinità del Canova, e per giunta lasciando sull’asfalto quello che vedete?
Da Presidente della Fondazione Canova mi auguro che chiunque li abbia autorizzati provveda adesso a far ripulire per bene, augurandomi, per il futuro, che non si autorizzino simili gare in questi luoghi di bellezza.
VITTORIO SGARBI

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MODELLINI IN GESSO: Amore e Rally 4X4

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dissolvenza naturale

Museo Diocesano di Padova
piazza Duomo 11/12, 35141 Padova
sabato dalle ore 18:00 alle 20:30
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MV Eventi e il Museo Diocesano di Padova presentano la mostra “Dissolvenze”, curata da Enrica Feltracco, Massimiliano Sabbion e Matteo Vanzan.
L’esposizione sarà inaugurata sabato 26 Ottobre alle ore 18.00, ( si concluderà il 30 Novembre 2019) nelle splendide sale del Museo Diocesano di Padova.
47 artisti nazionali e internazionali più il Poetic Hotel racconteranno la loro idea di dissolvenza nell’arte oggi, attraverso pittura, scultura, fotografia, video art e installazioni.
“Quanto potere hanno le immagini ormai nella nostra vita? Immagini così numerose e incombenti che sopravvivono immancabilmente sfocate e quasi dissolte. Nella dissolvenza l’assenza diventa essenza, invita a riflettere e pure a fantasticare. Dissolvere per me è anche e soprattutto annullare la pretesa di esserci e insinuare il dubbio sulla necessità della nostra presenza.
Ed è per questo motivo che assieme agli altri curatori abbiamo pensato di giocare con la nostra immagine dissolta, scelta come manifesto della mostra per raccontare subito che noi saremo solo un tramite che consenta agli artisti di esprimersi e di raccontare liberamente la loro visione-versione di questo concetto”. (Enrica Feltracco)
“L’apparizione, la sparizione, la modifica graduale delle immagini diventa poi possibile con gli espedienti tecnici creati che realizzano un mutamento in continuum nel rapporto tra tempo e spazio in maniera graduale, disciolta in una nuova visione della realtà che si fa traccia ricavata dal mondo onirico e, soprattutto, dalla memoria che appare nelle condizioni più emotivamente coinvolgenti capaci di suscitare particolare condizioni viscerali e psichiche.
La memoria, come capita ai sogni, vive nella dissolvenza e si perde nella nebbia fatta di ricordi, di dubbi, di tracce passate che tendono, a volte, a sostituirsi alla rappresentazione oggettiva e reale”. (Massimiliano Sabbion)
“Il contemporaneo è un lungo viaggio nella dissolvenza, un percorso di disgregamento della forma verso l’Informe, vero momento di catarsi per coloro che che divennero artefici dell’universo concettuale. Al Museo Diocesano tutti questi artisti saranno protagonisti di un viaggio attraverso il disvelamento dell’anima, che solo la poesia dell’arte ci può regalare”. (Matteo Vanzan)
artisti presenti in mostra:
Pierangela Allegro, Simone Berno, Manuela Bedeschi, Luca Bidoli, Greta Bisandola, Isobel Blank, Alessio Bolognesi, Gianluca Bonomo, Daniele Bozzano, Riccardo Cavallini, Pierluca Cetera, Marco Chiurato, Chiara Coltro, Giorgio Dalla Costa, Cristiano De Matteis, Marco Fabozzi, Nadia Fanelli, Tina Feingold, Alberto Fiorenzato, Laura Fortin, Daniele Fortuna, Ettore Greco, Leda Guerra, Giuseppe Inglese, Marco Lombardo, Giuliano Macca, Jacopo Mandich, Corrado Marchese, Raffaele Minotto, Alberto Miotti, Manlio Onorato, Ciro Palumbo, Barbara Pigazzi, Ioan Pilat, Davide Puma, Francesco Rampin, Marco Rea, Alessandro Rinaldi, Giordano Rizzardi, Michele Sambin, Alessandro Saturno, Silvia Scuderi, Adelisa Selimbasic, Pierantonio Tanzola, Elisabetta Vazzoler, Nicola Vinci, Marco Maria Zanin.

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IL MURO DI SINISTRA

“Il muro di sinistra”. A Marostica installazione in Piazza dell’artista Marco Chiurato per esorcizzare gli atti vandalici agli affreschi del Castello Inferiore.

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Marostica, 5 ottobre 2019 – Dopo la profanazione con scritte e incisioni anonime degli affreschi del Castello Inferiore di Marostica, a denigrare l’incivile gesto, compare, in Piazza degli Scacchi, un muro di cartongesso per sfogare manie di protagonismo e deviazioni.
È la nuova installazione firmata dell’artista Marco Chiurato, marosticense doc, che cerca di esorcizzare questa ferita per tutta la comunità trasformandola in un’azione collettiva, promossa in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Pro Marostica, con il contributo di Eddi Labadi di Edil D.F.M., che ha realizzato la parete.
“Il muro di sinistra”, il titolo dell’opera, comparsa sulla scacchiera sabato mattina, con chiaro riferimento ai simboli estremisti apparsi negli sfregi, in particolare un disegno di “falce e martello”, ma anche un’allusione alla giunta leghista, che ora deve fare i conti con questo danno al patrimonio, proprio mentre è in corso il restauro, dopo dieci anni di attesa, degli affreschi del cortile, dello scalone e del loggiato.
“Abbiamo accolto l’azione di Marco Chiurato perché, accanto all’amarezza e allo sconforto, vogliamo evidenziare una voglia di riscatto, che porti consapevolezza a tutta la cittadinanza” spiegano il sindaco di Marostica Matteo Mozzo e l’assessore al turismo Ylenia Bianchin “anche se i messaggi e le testimonianze di sdegno da parte dei concittadini e le esortazioni a continuare a difendere e salvaguardare il nostro patrimonio monumentale sono già stati numerosi”.
“Agite a volto scoperto! Questo il mio messaggio ai delinquenti!” l’esortazione di Marco Chiurato, autore de “Il muro di sinistra”.
E allora tutti in Piazza, armati di gessetti, a sfogare il proprio sdegno, non vigliaccamente su una parete del Quattrocento, ma su un muro bianco, che rimarrà allestito per i week end del 5-6 ottobre e del 12-13 ottobre.

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DIF.FUSIONE

All’ex Cinema Olimpia di Bassano inaugurata la mostra collettiva “Dif.fusione88”. Dodici affermati artisti del territorio rinverdiscono i fasti dell’arte contemporanea in città. Con “sorpresa” finale Spalti gremiti per l’esordio casalingo dell’Olimpia Bassano. In porta: Bajo. In difesa: Brunello, Da Gioz, Lanaro, Lucietti. A centrocampo: Meneghetti, Pellanda, Riello, Scapin.
In attacco: Tessarollo, Venzo. Straniero di coppa: Chiurato. Allenatore: Gasparotto.

Eccola qua, la super-squadra dell’arte contemporanea grazie alla quale, dopo molti anni in città, si riaccendono i riflettori sui linguaggi e sulle provocazioni dalle eccellenze creative locali. In quella stessa Bassano che fino agli anni ’90 nel campo del Contemporaneo artistico ha vissuto di dinamici fermenti e di vivaci confronti, per poi soccombere nel Terzo Millennio al ruolo secondario di città incapace di valorizzare il suo genius loci.
Ma, come dice il saggio, a volte ritornano. E da una pazza idea di Pietro Gasparotto, coadiuvato dal non meno visionario Claudio Brunello, è nata “Dif.fusione88”: una collettiva di dodici affermati artisti del territorio che in un unico grande spazio ritornano a svolgere il ruolo di profeti in patria, raggruppando e rappresentando le diverse espressioni della creatività nell’ambito del Contemporaneo. Esattamente come l’indimenticata mostra collettiva, che aveva lo stesso titolo e la stessa impostazione, voluta e realizzata nel 1988 dal Circolo Artistico Bassanese e dall’Associazione Arti Visive, con la regia del compianto pittore Vito Pavan. Dunque tutti insieme provocatoriamente in un unico spazio.
E non si tratta di uno spazio qualsiasi. La mostra by Gasparotto & Friends, inaugurata oggi e aperta fino al 19 ottobre (tutti i giorni, con orario 16 – 20), è infatti allestita all’ex Cinema Olimpia di via Marinali, oggi misconosciuto salone di proprietà privata collocato in mezzo ai due Tribunali (quello quasi vuoto e quello vuoto) e rinominato Spazio Olimpia.
Un luogo che in passato è stato animato da rappresentazioni e ha costituito per molti anni un significativo punto di aggregazione e che torna quasi per magia ad accogliere nuovamente i bassanesi. E non è casuale, a quanto pare, neppure la scelta di proporre l’evento nella via intitolata al grande scultore Orazio Marinali.
“Come Orazio e la sua straordinaria bottega rispecchiavano lo spirito del proprio tempo – spiegano gli organizzatori -, così gli artisti presenti oggi nello spazio del vecchio Cinema Olimpia interpretano e testimoniano le aspirazioni e le inquietudini di una società in crisi e in continua trasformazione.”
Olimpia Bassano – Pensiero comune: 1 – 0.

Bando ai conformismi, dunque. Ma il percorso espositivo che conduce fino alle forme più dissacranti del creare artistico è graduale.
Nell’androne d’ingresso dello Spazio Olimpia i visitatori sono infatti accolti dalle uniche due vere concessioni al figurativo, entrambe di ragguardevole fattura: l’iper-realismo di Luigi Pellanda, che trasforma la ricerca della perfezione estrema del dettaglio in “viaggi onirici” di impronta caravaggesca e i paesaggi di Graziella Da Gioz, dove i delicati segni dell’acqua e delle forme degli alberi evocano storie e stati d’animo.
Si passa quindi per le figurazioni materiche di Claudio Brunello, in cui legno e sabbia, pietra e carta, ferro e plastica diventano gli elementi compositivi di raffinate riflessioni visive. Antonio Riello, dissacrante per definizione, scuote le certezze del quotidiano e fa scorrere l’animazione grafica di un carro armato su un monitor ambientato in un salotto di casa. Simone Lucietti sdogana l’iconografia del kitsch trasformando un tavolo carico di ninnoli in una bottega ad alta tensione di inquietudine.
Altrettanto impattante è la “radiografia” di Renato Meneghetti, guru della ricerca visiva al di là dell’occhio, che è parte della grande installazione ispirata al “Cristo morto” del Mantegna e presentata nel 2011 al Padiglione Italia della Biennale di Venezia.
Mentre Odette Scapin gioca con la percezione e sorprende con le sue inquadrature parziali di nudi femminili, con una pittura capace di confondersi con la fotografia ad alta definizione. Silvano Tessarollo unisce in un quadro d’insieme le raffigurazioni delle sue installazioni capaci di elaborare, nel suo dialogo con la natura, una conturbante realtà parallela. Fabio Baggio – Bajo occupa felicemente una parete con i segni incisivi e i forti contrasti di colore del suo fantasmagorico universo di volti. Roberto Lanaro piega invece la materia e plasma il ferro e i metalli nelle sue opere, collocate in quel suggestivo limbo tra scultura e architettura che è proprio delle forme libere nello spazio. Toni Venzo esalta la forza modellante del legno, in tutte le sue essenze, facendo scivolare le linee e trasformando ogni scultura in un brano di natura che si fa pensiero.
E infine Marco Chiurato, l’imprevedibile, colloca un video del suo figlio neonato, con un pigiama a righe, sul giaciglio a righe della culla di famiglia originale in vimini di Maurizio Cattelan, comunicando il senso di “incarcerazione” del piccolo nella cella dei desideri e delle aspirazioni nutrite per lui dal padre. Ma le “sorprese” di Chiurato non finiscono qui.

All’inaugurazione di “Dif.fusione88” all’ex Cinema Olimpia, che si svolge a spalti gremiti come già detto, interviene il sindaco e assessore alla Cultura di Bassano del Grappa Elena Pavan, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa.
Sono della partita anche i rappresentanti di Confcommercio, che ha dato convintamente il proprio sostegno a questo evento che pur ispirandosi alla mostra collettiva di trent’anni fa rappresenta di fatto, per gli interpreti che lo hanno reso possibile, una novità assoluta. Assieme al vicepresidente vicario mandamentale Elena Scotton presenzia all’opening il vicepresidente dei commercianti di Bassano Romano Zanon, uomo di cultura prima ancora che di articoli casalinghi, il quale invita il sindaco Pavan “a trovare una sede permanente per l’arte contemporanea in città”.
Dopodiché, terminati i discorsi di rito, arriva il sorpresone che è anche il “bonus track” della mostra. In un angolo del portico esterno di entrata, dove fino adesso era rimasta nascosta da una coltre di tende, sbuca “la cosa” di Marco Chiurato: una ricostruzione in stile luna park della nave di una ONG adibita al trasporto in mare dei migranti.
La provocatoria imbarcazione da cui risuona una musichetta ossessiva è carica di loghi pubblicitari, lucine colorate, slot machine, pupazzetti, Coca Cola, piatti di pasta e tutto quanto fa spettacolo. “È una rappresentazione – mi spiega Marco Chiurato – del viaggio allucinogeno che fanno queste persone, sulle navi delle ONG che hanno grande visibilità mediatica e sono piene di sponsor nascosti. Io gli sponsor li ho tirati fuori.”
Qualcuno, in realtà, ha temuto che la rutilante opera di Chiurato sul tema dei migranti potesse urtare la sensibilità leghista di quella Amministrazione comunale di Bassano che ha dato il suo patrocinio all’esposizione. Ma così non è stato: il sindaco non ha battuto ciglio e tutto è filato liscio. E fino al calar della sera la nave-Luna Park ha continuato ad irradiare la sua musichetta ossessiva, a esibire i suoi loghi pubblicitari e a far risplendere le sue lucine multicolor all’esterno dell’entrata della mostra.

“La devo tenere qua fuori – mi dice ancora il buon Chiurato, con la sua consueta e tagliente ironia -. È una ONG, non me l’hanno fatta entrare.”
E come Prima Visione, all’ex Cinema Olimpia, direi che può bastare.

testo di ALESSANDRO TICH – BASSANONET.IT
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OPERE ESPOSTE:
PABLO + SPAZIOLIBERO ONG
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