LEZIONE DI FINE ANNO Marco Chiurato

Angela Merkel
Ci hanno mazzolato due volte nel secolo breve, forse tre se ci mettiamo anche Norimberga. Ma, nonostante ci abbiano fatto pagare ingenti danni di guerra, da Versailles a Yalta, impedito di ricostruire il nostro glorioso esercito e milioni di elmetti col chiodo, nonostante ci abbiano rubato gli scienziati che hanno portato Yuri lassù e Amstrong sulla Luna, oggi ‘diciamo la nostra’ in Europa e, quindi, nel mondo.
Per noi l’Europa è la rosa dei venti. Ci dice da dove viene il vento più forte e quindi come e dove si piegano gli alberi: un inchino di sottomissione.
Quando ero giovane e bellissima, ai tempi di Honecker, il vento dominante veniva da nord-est e tutto piegava nel suo tragitto, anche le ciminiere, indicando la retta via ai carri armati diretti a Budapest e Praga.
Poi, d’improvviso, come se il mondo si fosse capovolto, il vento da ovest, dritto su dritto, ha demolito il Muro. Non era un gran che questo Muro, era una specie di colabrodo guardato dai provo. In realtà ci sono muri ben più tosti nel mondo d’oggi fra Messico e Usa, fra il Marocco e le zone controllate dal Polisario, a Cipro, in Palestina, fra l’India e il Bangladesh, a Belfast, e tanti altri. Nel vento che fece crollare il Muro di Berlino ho sentito le note del violoncello di Rostropovich. Poi, una calma stralunata ha restituito al mondo la Grande Germania. Certo è costato all’Ovest riprendersi le pergole di luppolo e guardare al Sud con la forza del marco.
Ma la Grande Germania non ne vuole sapere della dieta mediterranea, patrimonio dell’Umanità per l’Unesco. Il mio popolo è obeso, certo, ma io sono magra e penso che questa dieta sia la causa prima del debito pubblico, della disoccupazione e della caduta del PIL (prodotto interno lordo). Questa dieta rende spendaccioni, cicale rumorose e allegre d’estate, intirizzite d’inverno, che non rispettano i patti degli eurocrati, nostri cari amici per il momento.
Noi tedeschi siamo disposti a dimenticare, a perdonare: certo non tutto (ci mancherebbe!). Ma solo se ci verranno in aiuto i cambiamenti climatici. Solo se il deserto entrerà con le sue dune rosse in Baviera, terra che qualcuno vedeva ‘promessa’ agli ebrei dopo la Shoah. Se avessimo seguito il consiglio, la terra promessa si sarebbe trovata proprio in Europa, ‘dove tramonta il sole’, spostando verso Berlino il baricentro geografico del Mediterraneo, oggi mare attraversato da molti ‘Nessuno’.

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