i colri dell’ africa

I COLORI DELL’AFRICA

Ocra, Smeraldo, Zafferano.

Il Pan di Spagna è una pasta dolce e soffice usata per lo più in pasticceria. Fu probabilmente inventata da un geniale pasticcere al servizio d’una nobile famiglia genovese, ai tempi della Superba, de La Dominante i Mari Repubblica.

Limone, Bronzo, Giada.

Il suolo freme, arcua la schiena come un gatto, per restituire il calore sordo, bruciante, odoroso di quella terra che ha i segni del calpestio di millemila piedi nudi.

Dove la foresta non arriva, le piogge sono asciugate dal sole più acre che si possa conoscere. E si è come sudditi sotto il suo maestoso trono, all’epicentro del mondo.

Foresta, Ecru, Paglia.

L’impasto del Pan di Spagna viene preparato mischiando a freddo farina, zucchero, tuorli e bianchi d’uovo montati a neve (e solo la maestria e padronanza, qui, sono d’aiuto).

A questo punto, il composto viene versato sulla tortiera abbondantemente imburrata e, quindi, infornato per circa venti minuti.

Camoscio, Oro, Bronzo.

Il vento procede imperterrito mentre le attività umane consumano e degradano, con ghiotta ostinazione, quella materia placida, arrendevole; docile come un gatto anziano disteso sul portico nel tardo pomeriggio.

E quei colori, dal vigore ancestrale e primitivo, diventano finissima, opprimente, sinuosa sabbia.

Seppia, Ambra, Sabbia.

Ogni giorno, da qualche parte, qualcuno sta mangiando una zuppa inglese o qualche torta glassata a base di Pan di Spagna. Ironico che i resti, i fondi di quel morbido Pan di Spagna vengano gettati via, nell’immondizia.

Simbolico, dunque, che quei resti abbiano gli stessi colori dell’Africa – di quell’Africa che è Terra Bruciata.

S. Cavalli

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