l’educazione ha un limite

Chiurato all’asilo nido tra arte e sociologia
Si chiama “L’educazione ha un limite” il laboratorio creativo firmato dall’artista Marco Chiurato che ha coinvolto la scorsa settimana genitori e bambini dell’asilo nido comunale di Marostica. Oltre ad essere stata una divertente prova di manualità si è trattato di una vera e propria riflessione sociologica su come spesso le aspettative dei genitori vengano “rimodellate”, se non addirittura completamente smantellate, dalle reali inclinazioni dei figli. L’iniziativa si è svolta in due momenti. Il primo, lo scorso giovedì, ha visto impegnati dodici mamme e papà che si sono messi alla prova con la ceramica realizzando figure che potessero rappresentare ciò che si aspettano, o meglio che desiderano, per il domani dei propri bambini. All’invito dell’artista marosticense di dare forma alle proprie aspettative c’è chi ha risposto modellando una casa, chi una barca, chi una foglia d’acero e chi ancora un albero. Quello che i genitori ancora non sapevano è che le loro creazioni sono passate l’indomani mattina sotto le piccole mani dei loro bambini. Il risultato è stato sorprendente. I piccoli ceramisti, fino ai due e mezzo d’età, hanno dato sfogo alla loro fantasia modificando a proprio piacimento le produzioni dei genitori. Anzi, a volte stravolgendo completamente il soggetto da loro rappresentato. «Il messaggio – spiega Marco Chiurato – sta nel titolo di questa iniziativa: l’educazione ha e deve avere un limite anche quando il figlio ormai cresciuto sceglie di intraprendere una strada diversa da quella voluta dai genitori. I desideri di un padre e di un madre spesso non coincidono con quelli del figlio che deve poter trovare la sua naturale forma di espressione». L’attività è stata organizzata con la coordinatrice comunale Silvana Zanazzo e con il coordinatore pedagogico della cooperativa Servizi Sociali La Goccia Giovanni Bernardi. «A breve – aggiunge Chiurato – mostreremo ai genitori le loro produzioni trasformate dai bambini che nonostante la loro piccolissima età hanno dimostrato grande creatività e manualità. Vorremmo proporre nei prossimi mesi questo laboratorio a bambini più grandi portandolo anche in altre scuole».
Floriana Pigato (Il Giornale di Vicenza)

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Il bambino viene dato alla luce
e porta luce.

Al bambino viene tolta luce,
così ch’ei segue altrui luce.

Dove se’n va quella primigenia luce?
Quel brillio che seguìa?

E’ or nei no, nella fuga, nel capo distratto;
nel vaso rovescio, nel pastello fuor i bordi;

nelle ombre cinesi che dalla tua luce proiettan altro
da quel che tu aspettavi.
di Sofia Cavalli