non “falciate le gambe” alle margherite

Non falciate le “gambe” alle Margherite.

Marco, con l’espessione di un bambino che ha scoperto un mondo nuovo, mi ha mostrato una scatola di plastica trasparente colma di margerite di prato annebbiata dalla condensa che punteggiava di goccioline ogni angolo del contenitore, e, con espressione colma di stupore mi ha detto: – Guarda, le margherite piangono…-. Allora ho compreso che il suo pensiero, all’apparenza infantile era in realtà espressione di un grande amore per la vita in tutte le sue forme anche in quelle più umili. La falce che pareggia le erbe del prato non è diversa dalla “grande falce” della “Nera Signora” che in ogni momento miete vite umane senza distinzione di età, di sesso, di spazio e di tempo. In ogni tempo e in ogni luogo dellla terra nel corso della storia dell’uomo improvvisamente si risveglia la furia distruttiva e fa strage di vite; strumenti di tale mostro sono spesso i giovani, ragazzi che offrendo i loro corpi alla morte, generano stragi dissenate e immani sofferenze. L’umanità pare divisa in due schiere: i distruttori e i costruttori. Mi piace il termine costruttore perchè l’atto del costruire è proprio dell’uomo, frutto della sua fatica fisica e mentale. Quali siano i distruttori, i valletti della morte, non lo so bene…in Michelangelo li vedo nella zona buia del suo giudizio universale, sono sicura dell’identità dei costruttori: gli artisti, che sanno ricreare la vita anche su un semplice foglio bianco.
Qualche filosofo dirà che la vita si pasce della morte e viceversa…forse è così…ma io preferisco credere e certamente anche Marco, nell’umanità che opera ogni giorno, ogni momento per la vita.
Bianca Viero
DON’T MOW DOWN THE DAISIES.

Marco, with the expression of a child that has found out a new world, showed me a transparent plastic box, full of daisies, clouded by the condensation that dotted with droplets every corner of the case, and, with an expression full of astonishment, told me: “Look, daisies are crying…”. At that moment, I understood that his way of thinking, apparently childish, was actually a display of a great love for life in all its forms, even the most humble. The scythe which trims the grass is not different to the “Great Scythe” of “The Reaper” which in every moment mows down human lives without distinction of age, gender, space or time. At all infinity time and infinity space, during the human life, the rampage suddenly arouses and destroys human lives. Its pawns are often the youth, young people who offer themselves to death, begetting foolish disasters and huge suffering. Humanity seems to be divided into two ranks: Destroyers and Creators. I like the word “creator” because the act of producing is peculiar to man, and is the fruits of his physical and mental exertion. I don’t know which are the destroyers, the death’s valets… I see them in the dark area of the Michelangelo’s Last Judgment. On the contrary, I’m s ure about creators’ identity: Artists, who know restoring life even in an empty sheet. Some philosophers will say that life nourishes on death and vice versa… Maybe is that… But surely, Marco and I prefer believing in humaneness which acts every day, in every moment, for life.

translated by Arianna Aiello

 

La Margherita è un fiore spontaneo come i sentimenti che, se non curati marciscono al contrario dei falsi sentimenti che, una volta passati nella tua vita restano come macchia eterna
Luca Rigon
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