Curriculum Vitae

CURRICULUM VITAE Marco Chiurato

Marco Chiurato nasce a Marostica il 13 settembre 1973, dove vive e lavora.
Intraprende il percorso artistico dal 2004 attraverso un’espressione tra scultura, videoart e istallazioni.
Il suo primo impegno è una campagna pubblicitaria per la Diesel e di seguito l’Istallazione “Bambini Cattivi” per il Festival Umoristico di Marostica e la personale Passioni Scolpite –Linea 79 del 2005.
Per capire l’origine del suo operato dobbiamo risalire al lavoro di pasticcere, che gli insegna a trasformare con le mani la dolce materia in qualcosa di bello da vedere, gustoso da assaporare e dall’inebriante profumo. I sensi rappresentano il punto di partenza ma presto sente il bisogno di esplorare, in modo spontaneo ed impulsivo, l’animo umano nelle sue parti nascoste e presenta Sexhibitionism nel 2007. Esibendo parti intime sottoforma di opere d’arte, l’artista raffronta il sesso ai sentimenti: “ Il sesso, e prima ancora i genitali, sono qualcosa di importante: rappresentano la parte di noi che più teniamo nascosta. Sono come i sentimenti”.
Con la video istallazione Inumano, l’artista marosticense riprende il dramma della shoah e affronta la difficile tematica del razzismo e della xenofobia.
Chiurato non si ferma e nel 2008 inizia a dare vita al ciclo di video “Invidia” dove lo stesso artista, dopo aver ammirato diversi oggetti creati da altri artisti famosi e riprodotti fedelmente in zucchero, li distrugge creando così un binomio proprio di questo sentimento: l’impossibilità di possedere l’oggetto agoniato e quindi il desiderio di annientarlo.
Sempre nel 2008 diventa testimonial per la campagna pubblicitaria Illy fotografato dall’artista Maurizio Gallimberti e crea una campagna pubblicitaria contro il doping con Silvio Martinello.
Espone a Praga al Festival dell’Arte Contemporanea nel 2008 e nel 2009.
Negli anni collabora con artisti importanti, quali, Cleto Munari, Alessandro Mendini, Wainer Vaccari, Marisa Laurito, Kim Jules, Luigi Pellanda, Don Backy, Paolo Rossi, Tinto Brass,e altri…
E’ presente al salone del Mobile di Milano con la performance “Bambini diversi” e alla collettiva “Design Crisis.
Nel 2009 espone abusivamente l’Epigrafe di Cleto Munari al Moma e Guggenheim di NY rischiando il carcere.
Nello stesso anno si esibisce in una performance, “Tangshan”, dove distrugge tre enormi lampadari di zucchero, facendo rivivere l’orrore del terremoto.
Subito dopo è il momento di NEXT, performance dove l’artista fa scoppiare i cuori agli ultimi venti premi nobel per la pace tranne quello di BarackObama, e di”Buio del Vedente” dove affronta il tema della cecità.
A seguire”33”segnale assente, dove mette in mostra 33 Cristi crocifissi su un””antenna, la video epigrafe con Marisa Laurito ”Oggi si è spenta serenamente…”, il video “Invidia Paolo Rossi” con lo stesso Paolo Rossi.
Poi la performance dove esistono solo coordinate: “DIVIETODI CACCIA”, grazie alla quale Chiurato riceverà un’importante segnalazione.
La sua autoironia lo porta a creare il blog “IO ODIO MARCO CHIURATO” dove, parecchie persone che lo conoscono o l’hanno conosciuto, diventano protagonisti di video dove non si risparmiano nel criticarlo come artista e come persona.Tra questi Arisa, Victoria Cabello, Renzo Rosso, Francesco Mandelli, Magda Gomez e Vittorio Sgarbi.
Il 2011 lo vede presente alla Triennale Design Museum di Milano con “Casanova”, in cui l’artista compare con il suo lavoro sulla rivista “MADE”.
Realizza inoltre una performance video Invidia che ha come “bersaglio” Giulio Capellini, con il quale è presente al Nodo Design Lab di Padova.
A seguire “Fukushima 131”, una bicicletta nata dalla collaborazione di Chiurato con la Battaglin Cicli, entrambi desiderosi di fare qualcosa di concreto e allo stesso tempo simbolico per le popolazioni del Giappone colpite dallo Tsunami e dal rischio nucleare. La bicicletta infatti è stata messa all’asta per raccogliere del denaro da destinare alla Croce Rossa Italiana “Pro Emergenza Giappone”.
Arriva poi la Biennale di Venezia 2011, realizza“Cleto Munari+1” , una performance video “Invidia” dove l’artista compare con lo stesso Munari.
Proprio in occasione della Biennale, l’artista realizza il video “Attentazione”, dove fa esplodere provocatoriamente il Padiglione Italia realizzato in zucchero, con la voce dell’attore Marco Basile sullo sfondo.
Sempre nello studio di Cleto Munari, Chiurato espone cinque opere, che compaiono tra i lavori del designer.
Nel settembre 2011 realizza la mostra “SIT!”, che rappresenta la dolorosa realtà delle donne acidificate. La mostra, riproposta anche a Udine, è stata patrocinata dall’UNESCO.
La sua ammirazione per i grandi artisti del passato, lo porta a realizzare la performance “Particolari del Canova”, con la preziosa collaborazione del prof. Domenico Patassini.
Nel 2012 realizza “Concepimento di un’opera”, dove l’artista sottolinea l’unicità di ognuno di noi e l’importanza della nostra individualità che può apportare, positivamente o negativamente, un cambiamento storico importante.
L’innata sensibilità di Chiurato nei confronti delle problematiche sociali è presente nella performance “Chi è senza peccato…”, contro la lapidazione femminile e, successivamente, in “Inside you”, performance contro la pedofilia e lo sfruttamento minorile. Inoltre cerca di far conoscere la drammatica realtà della Sierra Leone con “Maniche corte/Maniche lunghe”, che ha come testimonial il ballerino Samuel Peron.
Gli ultimi lavori di Chiurato sono soprattutto video artistici. In “Effetti senza cause”, realizzato in occasione delle ultime Olimpiadi, brucia una serie di bandiere nazionali, per poi scoprire che non sono altro che semplici disegni. In “Kaian” porta alla luce l’infelice condizione delle così dette “donne giraffa”, presenti in Thailandia. L’incidente di Chernobyl è ben rappresentato in “Lucid dream” attraverso il sogno di un bambino. “ArmSTRONG” invece consiste in un parallelo tra l’astronauta e il ciclista, mentre “Oxygen” ci riporta all’Olocausto, tema molto sentito da Chiurato.

MARCO CHIURATO
Marco Chiurato was born on 13 September 1973 in Marostica, where he lives and works.
He started out in the artistic field in 2004 through an expression of sculpture, video art and installations. His first assignment was an advertising campaign for Diesel, the installation Bambini Cattivi (Bad Kids) for the Festival Umoristico of Marostica and his art exhibition Passioni Scolpite – Linea 79 in 2005.
In order to understand the origin of his art works, we must go back to his job of pastry chef, where he learnt to turn the sweet material into something nice, tasty and scented.
The senses represent the starting point, but he soon felt the need to explore spontaneously and impulsively the hidden parts of human soul and, in 2007, he organised Sexhibitionism.
Exhibiting private parts in the shape of art works, the artist compared sex with feelings: “Sex and genitals are something important: they represent our hidden parts. They are like our feelings”.
With the video Inumano, the artist drew on the tragedy of shoah and tackled the difficult subject of racism and xenophobia.
Chiurato doesn’t stop and, in 2008, he gave life to Invidia (Envy), a cycle of videos where we can see the artist admiring some art works created by famous artists and faithfully replicated with sugar, but he suddenly demolishes them, creating a typical binomial name: if we can’t have our desired object, we destroy it.
In 2008 he’s photographed by Maurizio Gallimberti for the Illy advertising campaign and he created an advertising campaign against doping with Silvio Martinello.
He exhibited at the Prague Contemporary Art Festival in 2008 and 2009.
Over the years, he collaborated with important artists such as Cleto Munari, Alessandro Mendini, Wainer Vaccari, Marisa Laurito, Kim Jules, Luigi Pellanda, Don Backy, Paolo Rossi, Tinto Brass and others.
He took part in Salone Internazionale del Mobile in Milan, exhibiting his performance Bambini Diversi (Different Children) and “Design Crisis”.
In 2009, he illegally exhibited the Epigraph of Cleto Munari at MOMA and Guggenheim Museum of New York, risking the prison.
In the same year, he exhibited a new performance, Tangshan, where he destroyed three big chandeliers created with sugar, to remember the horror of earthquake.
Just after, he realized NEXT, a performance where the artist burst the hearts of the last twenty Nobel prizewinners peace except Barack Obama, and Buio del Vedente where he dealt with the subject of blindness. Then he realized 33 – Segnale Assente (33 – No Signal), where Chiurato exhibited thirty-three Christs crucified on TV aerials, the video epigraph Oggi si è spenta serenamente… (Today she passed away serenely…) with Marisa Laurito, the video Invidia Paolo Rossi (Envy Paolo Rossi) with Paolo Rossi. He also realized a performance where there are only coordinates: Divieto di Caccia (Hunting Prohibited), and he received an important tribute.
Because of his auto irony, he created the blog Io odio Marco Chiurato (I hate Marco Chiurato) where much people that knows or has known him, becomes protagonist of videos and playfully criticizes him. Some among many Arisa, Victoria Cabello, Renzo Rosso, Francesco Mandelli, Magda Gomez and Vittorio Sgarbi.
In 2011 he’s involved in the Triennale Design Museum in Milan with the art work Casanova, where Chiurato appeared on “MADE” review.
In addition, he realized a video performance Invidia Giulio Capellini (Envy Giulio Cappellini) and he exhibited it at Nodo Design Lab in Padua.
Just after, Fukushima 131, a unique bicycle created by Chiurato in collaboration with Battaglin Cicli, both anxious to do something concrete but also symbolic for the people of Japan struck by the tsunami and the nuclear risk. In fact, the proceeds from the sale of the bicycle will go to the Italian Red Cross “Pro emergenza Giappone”.
Finally, the Venice Biennale 2011, where Chiurato, at Cleto Munari’s invitation, realized Cleto Munari+1 , a video performance Invidia, where the artist appeared with Munari.

MARCO CHIURATO
Marco Chiurato ist am 13. September 1973 in Marostica geboren, wo er lebt und arbeitet.
Er beginnt seine künstlerische Laufbahn 2004 durch eine „Espression“ zwischen Skulptur, Videokunst und Installationen. Sein erstes Engagement ist eine Werbekampagne für Diesel und darauffolgend die Installation “Bambini Cattivi“ (Böse Kinder) für das Comedy -Festival in Marostica und die Skulpturen der „Passioni Scolpite“ – Linea 79“ im Jahr 2005.
Um die Herkunft seiner Arbeit zu verstehen müssen wir auf die Arbeit als Konditor zurückgehen.
Die Sinne stellen den Ausgangspunkt dar, aber bald hatte er das Bedürfnis spontan und impulsivdie Seele der Menschen in ihrer versteckte Teilen zu erforschen und präsentiert „Sexhibitionism“ im Jahr 2007. Er stellt Geschlechtsteile in Form von Kunstwerken aus und in Verbingung damit auch heilige Figuren. Der potenziell schuldige Künstler vergleicht Sex mit Gefühlen.
Mit der Videoinstallation „INUMANO“ (unmenschlich) antwortet der Künstlers aus Marostica indem er sich gegen die Masse stellt.
Chiurato hört nicht auf und bereits mit einem guten Maß an Erfahrung und ein paar Narben, erscheint er in mehreren Künstler-Kollektiven. Mit „25 Cent“ und „Neid“, beginnt der Zyklus von Todsünden.
Im Jahr 2008 wird er Sprecher der Werbekampagne von Illy, fotografiert von Gallimberti Maurizio. Er stellt 2008 und 2009 auf dem Festival für zeitgenössische Kunst in Prag aus.
Im Laufe der Jahre arbeitet er mit bedeutenden Künstlern zusammen wie Cleto Munari, Alessandro Mendini, Wainer Vaccari, Marisa Laurito, Kim Jules, Luigi Pellanda, Don Backy und anderen…

“L””ARTE DI FAR VEDERE”DI EVA BEGHIN
Il primo lavoro di Marco Chiurato con il quale sono entrata in contatto porta il titolo “Buio del vedente” ed è esposto dal 9 al 17 gennaio 2010 presso la galleria “Liberismo” di Alberto Tosin, palazzo Valmarana Braga, Corso Fogazzaro, 16- Vicenza. La mostra affronta il tema della cecità in uno scambio di ruoli. “Cieco è chi, privo di vista o di chiara ragione, esita”.
Partiamo da come la mostra è stata promossa al pubblico. Quasi tutti i negozi di Vicenza esponevano un cartello di dimensioni A3, fondo nero e con una scritta bianca in braille, senza dare indicazioni sul luogo, sull’artista e sul titolo della mostra. Devo dire che una pubblicità del genere ha spinto la mia curiosità al punto di arrivare a chiedere ai commessi dei negozi delucidazioni sul significato di quei manifesti. Non ricevendo risposte soddisfacenti, restavo con la mia curiosità.
Uno dei giorni seguenti trovandomi presso il palazzo Valmarana finalmente noto all’interno di un porticato l’entrata della galleria Liberismo che esponeva lui, il cartello dei miei dubbi. Ovviamente non ho esitato un secondo (poichè priva di una chiara ragione) e sono entrata. Era buio. Non capivo se la mostra fosse ancora in allestimento. Davanti a me, due bancali di terra creta avvolti da un cellofan, in un angolo, spiccava una “strana lampada”, un tavolino nero illuminato dall’alto con una lucetta da lettura puntata verso un foglio bianco. Mi avvicino al tavolo, il foglio illuminato era di cartoncino spesso ed ospitava una scritta in braille.
Mi sentivo come delusa, di nuovo tradita dal concettuale. Stavolta però volevo “aprire gli occhi” tanto avevo pensato nei giorni precedenti a quei cartelli così affascinanti. C’è da dire che la scrittura braille mi incuriosisce da tempo, quando avevo 10 anni mi chiedevo come facesse mia zia, cieca, a “leggere toccando” da quei strani giornali in rilievo. La ricordo molto bene quella carta, così spessa, al tatto ruvida, mi affascinava il sapere che contenesse immagini, informazioni, racconti, poesie, in un codice che poteva decifrare solo mia zia. Tra questi pensieri sono stata accolta da Alberto Tosin, che mi spiega: “per poter vedere questa mostra dovresti essere accompagnata da un cieco”, ovvero qualcuno che pur non vedendoci avrebbe potuto farmi vedere, dovevo di nuovo rovesciare i miei punti di vista, distruggere la certezza condivisa di noi “vedenti” detentori del potere di guidare i non vedenti all’immagine e alla disposizione delle cose. Ottengo dal gallerista la “traduzione” , gli chiedo di decodificarmi la scritta in braille illuminata sul tavolino. Diceva “Se non vedi, tocca. Se vedi, prova ad entrare nel buio”. Avevo allora capito l’opera, un cieco avrebbe toccato i bancali ed avrebbe avuto bisogno di un vedente per capire cosa fossero, ma allo stesso tempo il più bravo vedente avrebbe avuto bisogno di entrare nel buio di chi non vede, per non rimanere deluso da due bancali di terra creta che si credono arte contemporanea.
In linea con quello che dice Arthur Danto, l’arte contemporanea di cui abbiamo bisogno deve essere capace di farci riflettere, di parlare di noi. Per questo ho trovato interessante Marco Chiurato.
Ho voluto conoscerlo per il mio progetto, ne ho avuto la possibilità collaborando per una manifestazione “Vie di Fuga”, che si è tenuta a Vicenza questo finesettimana (ven 15- dom 17 gennaio 2010). Ci siamo prima sentiti attraverso internet (skype-facebook-e.mail), l’ho trovato da subito una persona estremamente disponibile, quasi inconsapevole della sua estrema comunicabilità e sensibilità. Ho avuto modo di visualizzare alcuni dei suoi progetti precedenti tra i quali mi sono rimasti impressi “Next” e “Potenzialmente Colpevole”.
Next è una videoinstallazione realizzata lo scorso novembre presso il Lanificio Ferrarin di Thiene (Vicenza) che vedono esplodere in modo diverso i cuori (realizzati in zucchero) di premi nobel per la pace (Barack Obama, Martti Athisaari, Al Gore, Muhammad Yundus, Mohamed Elbaradei, Wangari Maathai, Shirin Ebadi, Jimmy Carter, Kofi Annan, Kim Dae- Yung), Medici Senza Frontiere, John Hume, David Trimble, Jody Williams, Carlos Felibe Ximenez Belo-José Ramos Horta, Jozèf Rotblat, Yasser Arafat, Shimon Perez, Yitzak Rabin, Frederik Willem De Klerk, Nelson Mandela, Rigoberta menchù Tum, Aung Saa Suu Kyi, Michail Gorbachev). Esplodono i cuori di chi ha altissimi ideali e valori, persone inermi nel difendere la propria sensibilità in una contemporaneità spesso indifferente e che tende a non fondare la sua essenza sul rispetto, il dialogo, l’ascolto. Alcuni dei premi nobel coinvolti nel progetto però hanno fatto discutere: è il caso per esempio di Barack Obama o la sorella del nobel Ebadi. Interessante è che il progetto di Chiurato sia stato realizzato prima che certe notizie popolassero i giornali, il cuore di Barack Obama è l’unico a non esplodere.
“Da più di un secolo si consuma un rito. Con la regolarità di un battito
si citano cuori buoni come se il male fosse l’unico cielo. Di meteore cadono frammenti polvere leggera senza traccia. Avanti il prossimo”…the next, appunto.
Il progetto “Potenzialmente Colpevole” si sviluppa come una vera e propria campagna pubblicitaria. Su fondo bianco appaiono volti di gente comune (più di 600 persone si sono prestate a farsi fotografare) ed in basso una didascalia nera dice “potenzialmente colpevole”. Lo scopo è sensibilizzare l’opinione pubblica verso false o sbagliate accuse a soggetti talvolta innocenti. False accuse spesso mediatizzate, o drammatizzate se guardiamo ai casi limite di pene di morte inflitte in modo infondato. Riflettendo attraverso le immagini di questa mostra abbiamo modo di uscire solo per un attimo dal nostro piccolo e sempre più debole punto i vista occidentale, guardando quelle ragazze musulmane uccise per adulterio, avvicinandoci agli stranieri che lavorano nelle nostre fabbriche, potenzialmente colpevoli di furti, rapine, stupri. E forse, senza andare troppo lontano, potenzialmente colpevoli possiamo essere tutti, se accusati da qualcuno. I cartelloni saranno esposti presso i palazzi dell’università Cà Foscari di Venezia, il progetto è appena nato e potrebbe essere proposto ad altre istituzioni.
Diciamo che mi interessa molto questo modo di vedere e far vedere le cose, ho deciso così di scegliere l’artista per il mio prossimo progetto.
Egli mi ha proposto di curare una delle sue prossime idee, mi sembra anch’essa interessante. È un progetto che vuole far riflettere sul ritorno dell’energia nucleare in Italia, quando bisognerebbe aver già da tempo investito sulla sostenibilità, il riciclo e l’eco-compatibilità. Il progetto è ancora in parte non svelato.