Archivio della categoria: Rassegna stampa

PRESENTAZIONE

contratto_operacarta_carbone_A4_blu_Pelikan_1024x1024 copiacertificato_umiliazione_03

L’inautenticità lasciata allo specchio
Da sempre l’umano è dimentico di sé. E’ un costante esercizio di messa a fuoco a dispiegarlo intellettualmente nello spazio-tempo, dov’egli poi si risolve nell’assiomatica progettualità dei suoi negotii.
Eppure, qualcosa sfugge: un difetto di percezione spinge i significanti all’esterno senza trasferire – non senza una perdita di consapevolezza – il contenuto. Complice forse l’anatomia di questa nostra forma, il corpo, il cui verso protende al di fuori senza mostrare il dentro, si ha quasi pudore a soffermarsi in quei fermenti che ribollono sotto pelle. Le sensazioni, allo stesso modo, sono restituite all’oggetto già mediate, mentre la coscienza si affida ad un’immagine, anche questa mediata, scavalcando la voce del corpo.
Il riconoscimento, dunque, è il leitmotiv dell’artista, che incuriosito dal rovesciamento della materia nelle impronte in negativo dei suoi calchi, indaga i rapporti tra ciò che è mostrato e la sua essenza, il contenitore e ciò che è contenuto.
“Iste ego sum” è l’eterna dicotomia dell’uomo che prende coscienza di sé attraverso la relazione con l’esterno, l’osservazione dei suoi simili o della propria immagine riflessa. E così che, specchiandosi, si riconosce (o disconosce) nei valori di riferimento. Ma soprattutto nel proprio esistere, definendosi come identità.
Tuttavia, l’artista denuncia come in questo processo una certa parte dell’esserci, l’umore, è tragicamente trascurata e banalmente celata dietro l’involucro del corpo, senza il quale non può trovare espressione. L’individuo, infatti, ospita in sé una distanza incommensurabile fra l’emozione e la sua traduzione in pensiero, finendo così per sacrificare le capacità di percepire e d’empatia in cambio di una più formale sovrastruttura di comportamenti e reazioni socialmente collaudati.
Avviene così che Marco Chiurato, artista italiano noto per la sua straordinaria padronanza nello scolpire lo zucchero, s’avvale della materia – ma ancor più dell’efficacia propria dell’azione artistica – per rivoltare dalla parte opposta al dritto lo schema emozione – reazione, controllato dal sistema associativo dell’intelletto. Cosicché, ciò che appare provocazione, è piuttosto un’esegesi della realtà in chiave umoristica, con il preciso scopo di riportare l’individuo sulle tracce del suo sentire profondo, delle sue emozioni recondite, citando il contesto solo come espediente, come una valvola per la fuoriuscita del movimento psichico.
Nella sua produzione artistica, pur mossasi per voli pindarici, persiste il tratto unificante di presentare il banale – inteso come il conosciuto, ciò che è sempre sotto i nostri occhi – per ingannare l’intelletto e quindi schivarne lo sforzo di elucubrazione, costringendo all’avamposto la genuinità del sentimento, anche quando naïf . La conformità viene allora superata dalla monelleria del fanciullino, il quale sospende il giudizio e partecipa emotivamente a ciò che vede, senza distinguere con nettezza la realtà dal suo mondo interiore.
A Marco Chiurato, classe ’73, fu imposto il mestiere di maître pâtissier per tradizione di famiglia. E tuttavia, accompagnandosi con studi artistici e attraverso la manipolazione di materiale dolciario, approda alla sugar art, padroneggiandola al punto tale da riprodurre fedelmente oggetti reali. E’ da qui che origina la sua produzione d’arte performativa: avvalendosi proprio dello zucchero, confonde il reale con la mimesi e nel contempo esplora gli impulsi della psiche, la quale interagisce con l’opera superando quel sistema di valori che attribuisce senso di approvazione/disapprovazione agli oggetti della realtà fenomenica.
Il risultato è la distruzione sconsiderata e istintiva della copia in zucchero, nell’illogico proposito di sgretolare sia la relazione di partecipazione che la cosa ha con l’idea, sia il procedimento intellettivo che le rapporta fra loro. Lo zucchero, infatti, a simbolo della vita inautentica, non cosciente, passa del tutto inosservato nella sua apparente innocenza.
L’effetto della sua devastazione, a sonori colpi di martello, è perciò di stupefacente impatto: reboante monito e risveglio, per non identificarsi con le cose del quotidiano e col sonno vigile che coglie nella cura di queste.
L’artista si avvale anche di altri materiali, sempre ad uso comune, dalla ceramica al pan di Spagna, per installazioni che da un punto di vista figurativo rappresentano concetti abitualmente integrati nell’ethos collettivo. Volutamente, perciò, egli espone il già visto, ciò che è dato per scontato e perciò privo di carica emotiva (o peggio, ciò che è tenuto nascosto), con il preciso intento artistico di scardinare la ragione che giustifica e provocare una reazione: non una qualsiasi, ma quella capace di condurre in moto diretto all’emozione imbrigliata.
L’insinuarsi in spazi proibiti e argomenti velati da un pudico silenzio sociale (come la sessualità, la violenza sulle donne, il suicidio o i deliri devianti la Fede) è il mezzo che giustifica il fine dell’artista: offrire il suo cuore aperto, invitando il pubblico a trasalire, con lui o contro di lui. “Iste ego sum: sensi, nec me mea fallit imago”: l’agnizione è dunque il vero proposito dell’artista, cioè il riconoscere quel sentimento vivissimo che abita l’uomo e che si specchia meglio nell’arte.
Per giunta, un altro strumento nelle mani di Marco Chiurato – come lo sarebbe il pennello impugnato dal pittore – è la performance o per meglio dire l’azione perturbante: egli, di fatto, provoca l’agitazione tramite gesta, atti, iniziative potenzialmente verosimili ma dal contenuto del tutto assurdo. Il pubblico crede sia vero, abboccando anche al riverbero mediatico, per poi rimanere sgomento e stizzito allo svelarsi della semplicità del raggiro, del sottile confino tra il serio e il ridicolo, dell’inettitudine di fronte al capovolgimento dell’aspettativa.
Per concludere, la chiave di lettura di Marco Chiurato è decisamente l’umorismo, nel senso etimologico del termine: il cogliere, il far riaffiorare l’umore, i liquidi che ci mareggiano dentro e sbattono e ribattono contro le pareti del corpo organizzato dalla mente. L’avvertenza di quello che scorre sotto la superficie delle cose o dell’ego – e che l’arte riesce a raccogliere come un fontanile! – è il risultato della provocazione umoristica, del riso amaro che suscita, della verità raccontata nell’assurdo.
Così Marco Chiurato è consapevolmente un anti-eroe. E’ un Giasone la cui ricerca del Vello d’Oro è solo l’aspetto superficiale, mentre il senso profondo dell’impresa è trovare il sentimento dell’esser-ci, la consapevolezza dell’anima che partecipa costantemente alle cose del mondo senza che sia vista o ascoltata.
L’uomo si guarda allo specchio (o più attualmente si fa un selfie): la sua immagine esiste come ex-sistentia, esternamente a sé, e resta lì, intrappolata come la consapevolezza nella consuetudine di ogni giorno. La performing art di Marco Chiurato scuote la sagoma imbambolata e la rigira come fosse una fodera, imponendole uno sguardo faceto ed emozionale sul più vasto mondo interiore.
di Sofia Cavalli

OFFERTA LIBERA

STUDIO CLETO MUNARI COMUNICATO STAMPA – INVITO PIU‟ CHE „L DOLOR POTE‟ „L DIGIUNO DUE PERSONALI NELLO STUDIO DI UN VISIONARIO LA MOSTRA MANUELA BEDESCHI – OPTIME OMNIA FIENT MARCO CHIURATO – OFFERTA LIBERA DOVE STUDIO CLETO MUNARI CONTRA‟ CHINOTTO 3 – VICENZA INAUGURAZIONE VENERDI‟ 16 OTTOBRE DALLE ORE 17.30 CON UNA INTRODUZIONE DI MARIA LUCIA FERRAGUTI DURATA VENERDI‟ 16 OTTOBRE – SABATO 14 NOVEMBRE ORARI MARTEDI‟ SABATO 17 – 19 O SU APPUNTAMENTO AL 347 4122579
e8cf5348-05ce-4add-9e64-63617df29885image00001
Il nucleo d‟energia è lì, nel luogo fisico e mentale dell‟atelier di Cleto Munari, dove abita la bellezza; una bellezza che, nel diffondersi, palpita vitale tra mobili, argenti, oggetti e gioielli sofisticati, dal nitido fascino. Qui attiva altri nuclei d‟energia che si espande tra le mostre personali di Manuela Bedeschi e di Marco Chiurato. L‟incipit bruciante della mostra sta nel celebre passo dantesco “PIU‟ CHE „L DOLOR POTE‟ „L DIGIUNO…”, legato al sottotitolo “due personali nello studio di un visionario”. Manuela Bedeschi riunisce le opere dell‟esposizione nel motto latino Optime omnia fient che appare sospeso nella luce neon verde al centro della nobile facciata del palazzo. Il detto sapienziale scritto nel forte carattere lapidario ritrova una nuova attualità nell‟ “andrà tutto bene”, per associarsi allo slogan diffuso durante l‟esperienza del lockdown per il Coronavirus – 19, percepito come messaggio di speranza. L‟opera risplende nell‟oscurità ed emana all‟esterno sulla via una vitalità luminescente continua, che accoglie e diffonde l‟unità fra l‟arte e la vita. Questa luminosità, intensa cromaticamente, entra nelle sale interne e trova la sinergia con altre parole diffuse nell‟atelier, altre opere neon dai concetti luminosi. Capta tutta la loro vigoria il nome CLETO all‟interno di un grande cuore rosso che racchiude l‟esistenza di Munari, opera in tubi neon presentata al Museo Civico vicentino di Palazzo Chiericati. È un segno dinamico legato a Bruno Munari che emerge sul vibrare di volti e firme sullo sfondo: Bedeschi lo celebra con la sua presenza brillante, in stretto rapporto con i protagonisti del designers e dell‟architettura internazionale. L‟arte di Marco Chiurato si avvale di tutte le tecniche, pittura, scultura, video, installazioni e questa mostra dal titolo “Offerta libera” accoglie il suo coraggio, la disponibilità alla parola attraverso gli oggetti, il pensiero e la dimensione del suo sapersi muovere con macchinescultura, performance, transiti veloci da una situazione all‟altra nelle stanze dell‟atelier di Cleto Munari. Imprevedibile e prensile per tutto ciò che riguarda l‟attualità, lavora con un‟intenzionalità sottile, mirata a dare un senso attivo di coinvolgimento e di partecipazione. Le tragedie sociali, i naufraghi dei barconi, i comportamenti collettivi, la violenza sulle donne, Chiurato li evolve in arte attraverso l‟intensa carica della libertà espressiva. Così il gommone degli immigrati perde la forza di gravità per mutarsi in “Atollo 11” , un‟astronave carica di profughi destinata a nuove mete nello spazio. Quindi l‟estrosa macchina-scultura “Barca” diventa per i profughi una promessa di benessere e felicità con il suo dialogo fra luci e il carico di oggetti-icone della nostra quotidianità. Ed ancora, fra le stanze, entra la piccola reliquia della culla di Maurizio Cattelan donata a Chiurato per il suo bimbo Pablo, che tra tessuti a righe verticali ed orizzontali, ancora una volta, conferma il passaggio alla conoscenza, anche relativa e sottile, resa dal suo irrequieto animo d‟artista.
performance per publicizzare la mostra


IN SILENZIO

La protesta dei commercianti di Marostica
con l’installazione di Marco Chiurato “IN SILENZIO”.
Marostica, 30 aprile 2020– Arte e protesta a Marostica in questo difficile periodo di emergenza. La protesta è quella dei commercianti che, con l’autorizzazione dell’Amministrazione comunale, affidano il loro messaggio di contestazione alla performance dell’artista Marco Chiurato, in scena in Piazza degli Scacchi venerdì 1 maggio.
Dopo le disposizioni dell’ultimo Decreto in materia di contenimento del contagio da Coronavirus, con il rinvio dell’apertura di molte categorie di esercizi commerciali, gli operatori del commercio grideranno la loro disperazione attraverso l’installazione “IN SILENZIO”: un buco sulla scacchiera circondato da una gabbia da dove emerge un attonito commerciante in cerca di una via d’uscita… Sullo sfondo l’innalzamento di una bandiera, completamente trasparente, per indicare “un’Italia che non esiste”, quella dei commercianti con le serrande ancora abbassate, accompagnato da un simbolico “inno del silenzio”, questa volta davvero senza note.
“Dopo le ultime disposizione del Prefetto sulle manifestazioni di protesta, abbiamo rivisto l’iniziativa”spiega il sindaco di Marostica Matteo Mozzo “che in un primo momento prevedeva il coinvolgimento in prima persona degli amministratori. Siamo vicini ai nostri commercianti in questo tragico momento, ma vogliamo rispettare le indicazioni delle autorità. Sono sicuro che la nostra piazza e la genialità del lavoro di Marco Chiurato potranno dare comunque grande risonanza al messaggio”.
“I commercianti al dettaglio chiedono di riaprire rispettando le regole di sicurezza, come per altre categorie economiche” commenta l’assessore alle attività produttive Ylenia Bianchin “è ormai una questione di sopravvivenza. Se non diamo loro la possibilità di riaprire subito, alcuni non ce la faranno. Non si tratta solo di rendere accessibili dei servizi ad una comunità, ma di salvare il futuro di una cittadina della quale queste attività sono il cuore pulsante”.
“Sono i dettagli di un’opera che avrebbe dovuto coinvolgere più elementi” spiega infine l’artista Marco Chiurato “come la banda che avrebbe suonato come una muta fanfara e il sindaco che con l’alzabandiera avrebbe indossato una fascia trasparente. Il silenzio sarà comunque assordante”.

L’installazione sarà visibile dal link alla webcam di Piazza degli Scacchi.

insilenzio_11 insilenzio_08 insilenzio_07 insilenzio_05 insilenzio_04 insilenzio_02 IN_SILENZIO_installazione_12

ROMA DELIVERY

La gabbia di IN SILENZIO che conteneva i commercianti ingabbiati verrà spedita lunedì a Roma dal corriere.
Non essendo specificato l’indirizzo starà al corriere decidere dove scaricarla, visto che la destinazione è “ETERNA”.
In mancanza di coraggio potrebbe essere che il corriere la riporti al mittente.
Annuncio: chi dei commercianti volesse essere ingabbiato e spedito a Roma si faccia avanti e faccia sentire IL SILENZIO.

roma_delivery_02 roma_delivery_03 roma_delivery_04 roma_delivery_05 roma_delivery_06 roma_delivery_07

IN_Silenzio_ilCORRIERE_01roma_dilivery_gdv

IN_Silenzio_ilgiorndiVicenza_02IN_Silenzio_ilgiorndiVicenza_01

OSSIGENO PUBBLICO

Telefono pubblico ad ossigeno.
L’ultima chiamata ad un Dio famigliare concessa da un angelo infermiere.
L’utilizzo del telefono a particole-gettone ti da la possibilità di parlare attraverso un confessionale con un tuo caro mentre il prete sta dall’ altra parte e ti confessa ascoltando segretamente le tue fragilità-verità.
Il telefono è munito di parabola per prendere il segnale con il paradiso.


o2_35 o2_27o2_36o2_02 o2_26 o2_24o2_14o2_10 o2_09o2_06 o2_31 o2_32o2_23o2_21o2_20o2_17o2_19o2_16

FOCOLAIO calma e gesso

biliardo senza buche dove le palle si contaminano tra loro e contaminano la pallina bianca che le divide creando vari focolai
“Calma e gesso” è un’espressione che si usa comunemente per indurre qualcuno a non prendere decisioni affrettate, a non fare qualcosa di cui si potrebbe pentire poiché non ha fatto prima le dovute valutazioni.
L’origine di questa locuzione deriva dal gioco del biliardo: ogni volta che un giocatore deve fare un tiro difficile, prende tempo e cerca di valutare la situazione strofinando con il gesso la punta della sua stecca.
L’attrito tra stecca e biglia aumenta e nello stesso tempo il giocatore riflette con calma anche sugli effetti che si vogliono dare al tiro.


focolai_09
focolai_08
focolai_07
focolai_06
focolai_05
focolai_04

focolai_01focolai_03
focolai_02

UN METRO

opera di sensibilità interattiva
un_metro_16  un_metro_14 un_metro_13 un_metro_12 un_metro_11   un_metro_08 un_metro_07 un_metro_06  un_metro_04 un_metro_03 un_metro_02

ATOLLO 11

L’artista Marco Chiurato comunica il furto dell’opera/prototipo “ATOLLO 11”.
ATOLLO 11, realizzato in collaborazione con RECORD, è un gommone di metri 2,40 che si autoalimenta con un motore che sprigiona elio all’interno di esso.
ATOLLO 11, è stato ideato da Marco Chiurato per spedire i profughi sullo spazio.
Immagini da videocamera di sorveglianza a infrarossi all’interno dello studio che immortala un agente segreto di SERVIZISEGRETI OENNEG mentre fotografa l’opera alle ore 3:10 di Domenica 28 Luglio 2019
atolli_11_video_01 atolli_11_video_02 atolli_11_video_03 copia

atollo_11_luna_ok03 atollo_11_luna_ok12

servizisegreti OENNEG presenta il gommone ATOLLO 11, per spedire i profughi sullo spazio.
ATOLLO 11 è munito di un motore particolare ad elio per far volare il gommone.
ATOLLO 11 è un gommone che stravolgerà il concetto di immigrazione e risolverà il problema dei profughi, dove potranno realizzare il loro habitat una volta raggiunta la meta.
PH:SERVIZISEGRETIOENNEG

atollo11_servizisegreti_18 atollo11_servizisegreti_15 atollo11_servizisegreti_14 atollo11_servizisegreti_13 atollo11_servizisegreti_11 atollo11_servizisegreti_10 copia atollo11_servizisegreti_09 atollo11_servizisegreti_08 atollo11_servizisegreti_04 atollo11_servizisegreti_03 atollo11_servizisegreti_02 atollo11_servizisegreti_01